
| Diario di bordo |
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17/03/2010 Mercoledi - Da Garrucha a Torrevieja- Alicante
Sapevamo già che i due capi da doppiare con fatica sarebbero stati Capo de Gata e Punta Palo, oggi, finalmente, anche punta palo l’abbiamo messa alle nostre spalle. Per fare solo 80 miglia abbiamo impiegato 13 ore con un vento che si è sempre mantenuto tra i 20 e 25 nodi di prua perfetta producendo un vento apparente anche di 30 nodi. La danza è stata assicurata e la barca ha sofferto i salti sulle onde di oltre 2,5 metri. Noi abbiamo sofferto con lei che però si è dimostrata certamente all’altezza. Il collaudo che stiamo facendo è assolutamente completo. La costa di punta palo è alta , rocciosa e poco abitata, presenta alcune spiagge molto carine, con i soliti insediamenti turistici che non si sono posti alcuno scrupolo nella cementificazione. Un poco di stanchezza comincia farsi sentire ed il rallentamento procurato dal vento e mare contrario procura qualche nervosismo. Ci vorrebbe qualche giorno di riposo, ma non vediamo l’ora di mettere alle spalle altre miglia. Ora di passaggi difficili resta solo quello del golfo del leone. Prima di partire da Maon per Santa Teresa dovremo attendere una buona finestra meteo. Il programma è variato e la navigazione non si fermerà in Sardegna a Porto corallo, ma proseguirà per Napoli dove speriamo di arrivare per il prossimo Venerdì. Domani faremo la traversata per le Baleari, approdando in nottata ad Ibiza. Il Real Marina di Torrevieja, 20 miglia a sud di Alicante, ci ha colpiti per la sua organizzazione e sede sociale lussuosa con piscina. Il prezzo di 40 euro è poco più caro dei marina precedenti ma certamente molto più economico dei nostri che però non possono assolutamente competere come strutture e servizi offerti. Purtroppo gli Spagnoli ci hanno superato anche in questo. Salutiamo tutti voi dando appuntamento ad Ibiza.
All’uscita dal porto, alle otto, cominciamo a sperare in un errore del bollettino perché il vento è 10 nodi, ma solo dopo un ora ci dobbiamo ricredere perché il vento è arrivato a 20 ed il capo de gata ci ha accolto con 30-35 nodi di prua. Doppiarlo è stato abbastanza faticoso e Antonio ha dovuto timonare manualmente, bagnandosi completamente, perché è stato necessario fare i bordi per avanzare sfruttando i ripari sotto la costa rocciosa. Bordeggiando e sbattendo alle ore 17 entriamo in porto a Garrucha dove avevamo prenotato per telefono. Tutto perfetto anche qui e costo ancora più basso. Pieno di gasolio, 260 litri da Gibilterra- Siamo veramente soddisfatti della barca, consumi modesti e discreta possibilità di risalire il vento, naturalmente con i motori. Giovanni comincia a viziare l’equipaggio, dopo pochi minuti dall’attracco ritorna a bordo con calamari e vino spagnolo che accompagneranno il nostro pranzo che Antonio e MariaLuisa stanno preparando mentre scrivo. Domani da Almeria andremo ad Alicante. Ore 10 partenza, vento da est 20 nodi, esattamente da prua, come era bello navigare sempre in poppa in Atlantico, ma qui fa caldo e questo fa perdonare anche il vento contrario. In Mediterraneo il vento è quella entità metereologica che viene sempre da dove devi andare tu. ( vecchia massima di tutte possibile”. Anche se il vento fa di tutto per farci desistere, insistiamo e dopo circa 60 miglia , alle 18 siamo ad Almeria. Ricomincia l’avventura dell’ormeggio. Abbiamo ripreso uno dei due catamarani partito due giorni prima di noi da Les Sables d’olonne e diretto in Croazia. Grande soddisfazione che però non allevia la delusione di essere respinti dal marina perché non hanno posto. Per radio chiamiamo il porto turistico di aguadolce e ci dicono che c’è posto, bisogna fare quattro miglia indietro, dopo essersele guadagnate contro vento, pazienza. Il marina è perfetto, ci aspettano ed in un battibaleno ormeggiamo e ci attacchiamo alla elettricità ed all’acqua. Laviamo la barca che è letteralmente sotto sale per quanto mare è salito a bordo. Ottima cena ad un ristorante consigliato dal marinaio, pescetti fritti a perfezione e paella de mariscos eccellente. Prezzo ragionevole, 24 euro,rientro a bordo e ottima nottata con il riscaldamento acceso. Possibilità di collegarsi ad internet in un bar, quindi riusciamo a scaricare il meteo. Purtroppo è previsto vento di prua di trenta nodi per due giorni e cominciamo a pensare di fermarci pagando il prezzo dovuto ad Eolo.
Il programma prevedeva una tappa di 80 miglia fino ad almerimar – Almeria, ma il vento di circa venti nodi esattamente in prua ci ha costretti ad una tappa più breve- Abbiamo tentato prima una sosta a Marina dell’Est ma abbiamo desistito perche il marina era desolato e solo tra case disabitate. La tariffa richiesta è fuori da ogni aspettativa considerando anche i costi dei porti precedenti che non superavano i trenta euro. Indignati riprendiamo il largo per raggiungere Motril – porto commerciale dove a prima vista l’unica soluzione ci sembra un ormeggio alla banchina commerciale, deserta. Immediatamente veniamo letteralmente assaliti dalla polizia portuale e dalla Guardia civil, quest’ultima controlla i documenti e rimane solo ad osservare la contrattazione con la guardia del porto che chiedeva ben180 euro per una notte. Lo stesso poliziotto si è vergognato e ci ha suggerito di andare al circolo nautico. Sono intanto le 22 e con Giovanni facciamo una lunga passeggiata per parlare con qualche marinaio del marina. Acconsente ed alle 23 finalmente siamo ormeggiati in un posto di fortuna in testata ad un vecchio pontile di legno senza elettricità ed acqua. Giornata stressante, cena veloce a corriamo tutti a letto. Questa tappa ci fa temere che sia finito l’incanto di marina economici e ben organizzati, ci viene da rimpiangere l’Atlantico.
Sembra che solo ieri fosse Venerdi 05/03/2010 partenza da Les Sables D’olonne. Ore 19, siamo tra le colonne d’Ercole, l’Africa alla nostra dritta e l’Europa alla sinistra. E’ fatta, abbiamo lasciato l’oceano Atlantico per entrare in Mediterraneo. La barca “tutte possibile 4” entra finalmente nelle acque che la culleranno per anni. Naturalmente il suo nome ed il nostro modo di essere non precludono la possibilità che essa torni in acque oceaniche, ma certamente non presto. C’è troppo da godere nel mare nostrum. Siamo sempre dell’idea che bisogna navigare per godere, non per soffrire, quindi, tappe defatiganti a latitudini sopra i 41° non sono la nostra specialità. Da Les Sables d’olonne abbiamo percorso oltre mille miglia sotto la protezione di Eolo. Abbiamo avuto sempre venti favorevoli anche quando sono stati consistenti. Le temperature rigide ci hanno infreddolito solo per le prime tre tappe, fino a Nazarè, primo porto toccato in portogallo. Dopo, il clima mite ed un sole che ci ha dato la sua calda amicizia ci hanno fatto sentire a casa. Abbiamo lasciato Cascais- Lisbona alle sette di giovedì per arrivare a Gibilterra alle ore 21 di venerdì. Trentotto ore di vela e motore per coprire le circa 300 miglia della tappa. Il Golfo di Gibilterra ci ha regalato mare calmo e dopo tanta preparazione psicologica per affrontare il peggio, ci è sembrato impossibile il canale di Gibilterra con mare piatto e vento sotto i dieci nodi. Questa tappa ci ha riservato la sorpresa della visita della polizia marittima portoghese fattaci alle 22 di Giovedì, al traverso di Lagos, con mare poco mosso. Ci hanno accostato con un grosso gommone ed un militare è salito a bordo controllando i documenti di tutti noi e quelli della barca. E’ stato cordiale e ci ha addirittura invitati a fermarci in zona per una battuta di pesca al merluzzo. Il suo trasbordo dal catamarano al gommone è stato abbastanza sofferto dal giovane militare che ha rischiato di finire in mare per una manovra troppo lenta del timoniere del gommone. Nottata poco movimentata che, a turno, ci ha consentito di riposare. Mattinata dedicata alla tintarella e pranzo con pasta e ceci. Il traffico nel canale è certamente vivace, ma ci aspettavamo più navi in transito. Della serata in città vi racconteremo nel prossimo diario. Il programma prevede la giornata di Sabato per la visita di Gibilterra, partenza alle venti per Malaga dove arriveremo in nottata e sbarco alle ore sette di: Gianluca, Roberto, Valerio che tristi e sconsolati tornano a Napoli. Si imbarca, invece, una nuova amica amante del mare, Maria Luisa, navigherà con noi fino in Sardegna. Per gli amici che volessero partecipare come nostri ospiti, abbiamo ancora le tappe di Capo de Gata e capo Palos . Arrivederci a presto.
La prua a sud ha dato immediatamente i suoi risultati, sole caldo, venti più moderati, temperature che consentono di stare all’aperto. Siamo passati dalla latitudine 43.21.86 di La Coruna a 39.35.13 di Nazarè- Portogallo. Usciti dalla profonda insenatura di La Coruna alle sette abbiamo circumnavigato la penisola che ci ha portato a doppiare Capo Finisterre alle ore 15 con 35 nodi di vento da est e mare incrociato . Per navigare con onde più basse abbiamo optato per la rotta leggermente più lunga, sotto costa. La notte è trascorsa abbastanza tranquillamente con i soliti turni di guardia da due ore per due persone e quattro di riposo per le atre quattro. Quasi sempre abbiamo tenuto fiocco e motori per una navigazione rilassata. Alle ore 18,30, locali 17,30 in Portogallo, siamo entrati nel sicuro porto di Nazarè per riposare e fare rifornimento oltre che per lavare la barca che è sotto sale per le onde che salite a bordo a Finisterre. Naturalmente, con una ricca cena: risotto spinaci e gorgonzola, buoni formaggi francesi ed ottimo vino rosso, abbiamo reso omaggio al buon vivere. Masochisti fino in fondo, a pranzo : carne al vino rosso, formaggio bri e piselli con cipolla. Qui tutt’è possibile, anche godere nella sofferenza, non ci resta che augurare a tutti gli amici di soffrire insieme a noi. Domani mattina, di buon ora, salperemo per Cascais a 60 miglia, dove faremo scalo tecnico per cambio olio, una piccola riparazione ed una ricca cena con baccalà, tipico pasto portoghese. Il giorno successivo salperemo di buon ora con destinazione Gibilterra, circa trecento miglia. Arrivederci.
10/03/2010 Mercoledi Ieri sera non siamo riusciti ad inviare l’aggiornamento del diario di bordo, quindi lo facciamo oggi da Cascais dove un Marina bellissimo, efficiente ed economico ha anche internet gratis. Tutto è andato benissimo ed abbiamo un clima mite mentre apprendiamo che in Italia il tempo è pessimo. Ci dispiace. Abbiamo risolto il problema tecnico e sostituito olio e filtri ai motori. Tutto Ok . L’umore dell’intero equipaggio è ad alto livello e si è deciso che proseguono tutti con noi fino a Gibilterra da dove , Domenica prenderanno l’aereo via Malaga per Napoli. Arrivederci a tutti.
La prima tappa da Les Sables d’olonne a La Coruna, 340 miglia con attraversamento del temuto golfo di Biscaglia. E’ fatta. Avevamo previsto 48 ore, invece, abbiamo impiegato 39 ore dalle 11 del cinque alle due del sette. Equipaggio- Antonio, Pino, Giovanni, Roberto, Gianluca, Franco, Valerio. Il vento da est è cresciuto dai trenta nodi iniziali ai 42 che ci hanno accompagnato per due terzi del percorso. Andatura in poppa piena, randa piena e fiocco fino al tramonto. Per la notte abbiamo preparato la barca con solo fiocco e motori. Sulle onde, che hanno superato i tre metri d’altezza, abbiamo fatto delle planate a venti nodi. La media è stata molto vicina ai nove nodi. Alla partenza abbiamo avuto la possibilità di mangiare grandi baghette e stappare la bottiglia di campagne offerta dal cantiere e poi è iniziata una danza che ci ha accompagnati fino all’arrivo, facendoci restituire il mangiare. Per ore ci hanno accompagnato dei delfini che generano sempre una piacevole emozione. Superata punta Estaca, abbiamo finalmente trovato il ridosso, quindi il mare si è calmato. La barca ha risposto ottimamente alle nostre aspettative e per tutto il percorso l’autopilota ha fatto egregiamente il proprio dovere consentendoci i turni di guardia in dinette grazie all’ampia vetrata. L’entrata in notturna della profonda insenatura della Coruna ( Spagna) non ha procurato particolari problemi. All’ormeggio nel bello ed efficiente marina, siamo stati piacevolmente colpiti dalla accoglienza dell’ormeggiatore del marina- Abbiamo nuovamente constatato la superiorità dei servizi della Spagna rispetto ai nostri, a costi di un quinto. Dopo il meritato riposo, abbondante pranzo con pasta alla carbonara e visita della graziosa cittadina. Domattina alle sei si salpa mettendo finalmente la prua a sud verso Vigo ed oltre. Per chi volesse vedere l’anteprima delle foto http//picasaweb.google.it/catana472/tuttepossibile4 Siamo a 4 di Marzo – Giovedi- e dopo tre giorni di cattivo tempo e lavori interminabili per armare il “Tuttepossibile 4” riesco a scrivere la prima parte del diario di bordo che ci accompagnerà fino a Cagliari, circa un mese di navigazione durante la quale anche gli amici che non possono essere con noi fisicamente, potranno farlo leggendoci. La Domenica, giorno del nostro arrivo a Les Sables D’olonne, è stata preceduta da una nottata di tempesta da NW con punte di vento di 70 nodi. La forza delle onde del golfo di Biscaglia sommate alla montata della marea, che qui raggiunge in Marzo anche i 7 metri di dislivello, hanno fatto fuoriuscire i pontili galleggianti dai pilastri di sostegno facendoli spezzare tirandosi a fondo centinaia di barche. Fortunatamente il nostro nuovo catamarano non ha avuto danni perché la banchina del cantiere si trova a ridosso di un molo in muratura. Habbiamo potuto osservare altri catamarani uguali , a terra, siamo soddisfatti dell’acquisto. Qui siamo proprio nella capitale della vela, si mettono in mare una diecina di barche al giorno. Ieri pomeriggio siamo usciti per la prima volta in mare per una piccola prova. Dovremmo avere delle velocità di crociera che vanno da 7,5 nodi a nove. La randa, quasi quadrata non ha prodotto alcun effetto per assenza di vento. Arrivederci.
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